15 Ottobre e oltre

Il 15 ottobre si è scesi in piazza in tutto il mondo contro la crisi economica e i piani di austerity approvati da tutti i governi, dimostrando ancora una volta, tutt*, quanta rabbia c’è per la nostra condizione e per una così grande mancanza di prospettive su cui costruire un futuro sano.


Il corteo nazionale che si è svolto a Roma è stato fra i più partecipati in tutto il mondo, ed è stato partecipato dalle più diverse realtà e soggettività. Studenti, precari, disoccupati, lavoratori, giovani, anziani e famiglie che hanno deciso di dire basta in maniera determinata alla situazione in cui i governi di tutto il mondo ci stanno costringendo a vivere.

L’enorme corteo si è snodato per la città costeggiando il centro blindatissimo dalle forze dell’ordine e si è diretto verso piazza S.Giovanni.

Tutto quello che i media hanno voluto evidenziare di una grande giornata di lotta è solamente “un corteo rovinato da violenti black block”. Noi studenti che di quel corteo siamo stati una delle soggettività centrali, in un autunno dove già dall’inizio delle scuole abbiamo iniziato a far sentire la nostra rabbia, possiamo dire che non è stato questo.

Anzi possiamo dire che al di là delle prime stronzate, delle macchine, delle vetrine, delle madonne ecc… ecc…, prima che la polizia caricasse il corteo, l’intenzione della giornata era chiara e condvisa, assediare i palazzi del potere e dare vita all’acampada sotto al Parlamento. Dopo le cariche però, la reazione è stata spontanea, difendere il diritto a manifestare prioritario.

I manifestanti che hanno partecipato agli scontri erano giovani come noi, giovani che si erano indignati per come la polizia aveva caricato il corteo, giovani che volevano resistere e riconquistarsi le piazze e le strade tolte con la forza, giovani che certo a volte volevano sfogare il loro lecito disagio per una crisi che assassina la nostra generazione in primo luogo, tagliando le gambe a qualsiasi prospettiva alternativa a quella di sacrifici incondizionati per salvare unicamente il mercato e la finanza.

Molte le persone al corteo, con le quali abbiamo condiviso una grande manifestazione e gridato tutta la nostra incazzatura. Ancora molte le persone che non hanno accettato di venir caricate alla spalle prima di arrivare in piazza S.Giovanni. La rabbia è esplosa ancora una volta come il 14 dicembre, ma si è espressa nella resistenza alla follia delle forze dell’ordine. I manifestanti hanno tenuto piazza S.Giovanni in una lineare espressione del malcontento dilagante in una generazione che non ce la fa più.

Ci pare questo il dato più importante al di là di quello che dicono i giornali, ci pare importante notare come tutta una fetta di società italiana non sopporta più queste condizioni, e dentro questa fetta una parte molto consistente di proletariato giovanile, di questa nostra generazione precaria, cerca un modo per fare più male possibile a questo sistema di cose.

Certo le scommesse sono molte, c’è da riuscire a tenere insieme il movimento allargando anche alle anime più pacifiste e moderate, c’è da ragionare su come indirizzare queste energie in una maniera più organica, c’è ancora da capire chi sono questi giovani e c’è da far prendere la voce direttamente a loro, in prima persona.

Sicuramente non si tratta di buoni e cattivi, né si può parlare di un atto di resistenza come atto di teppismo. Le nostre pratiche nel corteo sono state le stesse che portiamo in piazza in tutti i cortei studenteschi e dopo le grandi manifestazioni del  7 e del 14 ottobre, anche sabato 15 siamo scesi in piazza opponendoci ad un debito non nostro, contrastando il piano di austerity del governo e ribadendo che la crisi di banche e potenti non ci appartiene e non la pagheremo noi.

Da questo 15 ottobre e comunque dal suo risultato che, per quanto possa creare molte spaccature e incomprensioni,  dobbiamo ripartire verso l’autunno, un autunno che abbiamo iniziato bene dal primo corteo ed abbiamo intenzione di far proseguire meglio! Il 15 ottobre è un passaggio importante per tutt* noi, sta a tutt* quindi saperlo collocare e porlo come giornata importante di rilancio verso l’autunno certo nella sua ambiguità, continuando a rileggerlo ed ad interrogarci su cosa ha significato!

Un autunno che, come già vi abbiamo detto, tende a scaldarsi…

Il 19 ott in Nazionale tag: , , by

Non ci sono commenti, aggiungine uno tu.

Lascia un commento