Dagli istituti superiori di Torino e della valle di Susa, solidarietà agli arrestati No Tav

Questa mattina in numerose scuole di Torino e della Valsusa, tra cui gli istituti Monti, Cottini, Passoni, Gobetti Marchesini, Norberto Rosa, sono stati esposti alcuni striscioni in solidarietà con gli arrestati No Tav.
Ribadiamo la contrarietà a questa grande opera, fatto che ci sembra doveroso anche solo vista la condizione dei nostri istituti: mentre si investe in opere faraoniche le nostre scuole versano in condizioni sempre più allarmanti.
Un centimetro di Tav costa all’incirca 1200 €.

Basterebbe qualche decina di metri di alta velocità per mettere in sicurezza gli istituti (in Italia circa un terzo delle strutture non rispettano le norme di sicurezza), fornire fondi e materiali la cui carenza ci costringe a vivere la scuola in condizioni vergognose (classi sovraffollate, mancanza di fondi per le supplenze, blocco delle attività extracurricolari, laboratori e palestre antiquati…).
Crediamo che non fornire una istruzione di qualità agli studenti e alle studentesse significhi avere la certezza di abbandonare intere generazioni, di privare i giovani di qualsiasi certezza per il futuro, gettandoli nelle ganasce della disoccupazione e della precarietà.
Esprimiamo la nostra solidarietà agli arrestati anche perché in Valsusa abbiamo potuto dare il nostro appoggio a un movimento popolare che si oppone alle logiche della prepotenza e della violenza di chi, con i soldi di noi tutti, finanzia le grandi lobby del cemento, sapendo bene di fare gli interessi di pochi e di impoverire ancora di più ciò che è bene di tutti: l’istruzione, la sanità, i servizi pubblici che devono essere di qualità e gratuiti per tutti.
Vogliamo infine sottolineare che tra gli indagati si trovano tre minorenni, ai quali va la nostra massima solidarietà. Tra questi si trova Stefano, studente milanese del liceo Pascal, che, a causa delle misure cautelari, non può frequentare le lezioni. Riteniamo vergognosa questa operazione giudiziaria che, cercando di “dare una lezione” a tutte le componenti del movimento No Tav (dagli esponenti delle liste civiche della Valle ai militanti dei centri sociali, da chi viene da altre parti d’Italia ad appunto gli studenti, che numerosi da Torino e da altre città hanno dato il proprio appoggio attivo alle lotte in Valsusa), nega ad un ragazzo appena diciottenne il diritto di frequentare la propria scuola.

Kollettivo Studenti Autorganizzati – Komitato Giovani Notav

Il 06 feb in Ksa Info, Territorio tag: , , by

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